

Regia: Paolo Franchi
Cast: Bruno Tedeschini, Elio Germano, Irène Jacob
Anno: 2007
Nazione: Italia/Svizzera
Nessuna qualità al regista. Potremmo fermarci e chiudere qui. Se ciò corrispondesse a verità, perlomeno: già perchè forse qualche qualità Paolo Franchi come regista ce l’ha pure – e ciò risulta evidente dalla visione del film (come a dire, almeno la macchina la sa tenere in mano, perlomeno non ha uno stile fiction). Purtroppo queste poche qualità da onesto mestierante vengono sepolte da un Ego grande quanto un universo e una presunzione di eguali proporzioni. Ma credersi chi sa chi, in questo campo, non aiuta, anzi: ecco quindi che tutto viene viziato irrimediabilmente da questo atteggiamento da grandeur e il film crolla nel baratro dei più brutti film di sempre. Perfino il cast, potenzialmente di ottimo livello (Elio Germano in primis, a seguire L’attrice simbolo di Kieslowski, la splendida e bravissima Irène Jacob) viene a prostituirsi alla presunzione di Franchi producendosi in forzatissime “prove d’attore” costruite appositamente per far vedere quanto è bravo il regista a fare scene estreme e forti, con quale tocco minimalista riesce a dotarle di quella forza d’analisi che pochi possono permettersi. Paolo Franchi non è tra questi e a dimostrarlo è il film stesso che si rivela fin dal primo fotogramma il prodotto di un freddo progetto a tinte psiconalitiche , alternando frigide performance (Auto) sessuali a deliranti dialoghi pseudofilosofici immersi in un pastrocchio finto noir con macchiette di giallo (opaco). Insomma Nessuna qualità agli eroi è la dimostrazione cinematografica che per fare un film non basta girare scene a caso e tingerle di presunzioni psiconalitiche. Forse è ora che il buon Franchi scenda dalla cesta tra le nuvole di aristofanea memoria e torni qui sulla terra. Il cinema è qualcosa d’altro. Il cinema è qualcosa di più.



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